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Campania: welfare aziendale come fattore di ripresa e generatore di crescita

 

Napoli, 13 giugno 2018 – C’è da scommetterci, il welfare può rappresentare uno dei motori della ripresa dell’economia campana. In che modo? Diffondendo una cultura sul tema e motivando gli operatori a ‘fare rete’ per alimentare un circolo virtuoso in grado di generare valore condiviso sul territorio coinvolgendo tutti gli attori (aziende, cooperative, associazioni, scuole). E’ stato questo il tema del convegno “Un’alleanza di valore per il welfare condiviso e lo sviluppo economico del Territorio” organizzato ieri a Napoli da JOINTLY-Il welfare condiviso, startup innovativa a vocazione sociale, insieme alle cooperative/aziende locali che già erogano i propri servizi alla rete dei circa 6mila dipendenti delle aziende clienti di JOINTLY in Campania. Hanno partecipato al convegno, tenutosi presso Ab Ovo – Bottega d’arte e bellezza, i partner locali di JOINTLY Ab Ovo, Bed&Care, Consorzio Proodos, Coop.Soc.Il Millepiedi, Coop.Soc.Parteneapolis, Coop.Soc.Sorriso, Coop.Soc.Stalker, Lalineascritta, Mestieri Campania, Nutrihome.

Sono tre i vantaggi chiave emersi dall’incontro sul territorio campano:

  • Per i partner locali di JOINTLY imparare a fare rete superando le logiche individualiste e sviluppare una nuova visione imprenditoriale che esca dalle logiche della mera fornitura del servizio al pubblico, approcciandosi anche al privato;
  • Per i dipendenti aziendali, avere a disposizione un borsellino welfare da integrare allo stipendio per soddisfare i propri bisogni quotidiani, aumentare il proprio potere d’acquisto e migliorare il tanto ambito work-life balance;
  • Per le nuove generazioni,aumentare la loro fiducia nel ‘Sistema Paese’ aiutandoli ad avere una visione più ampia delle prospettive occupazionali offerte dal mercato.

La bassa diffusione di una cultura del welfare sul territorio napoletano e campano, non solo tra gli operatori ma anche tra le aziende, è stata unanimemente riconosciuta come causa della difficoltà di mettere a sistema quanto di buono la realtà napoletana offre già, e come principale compito di JOINTLY.

A testimoniarlo sono gli stessi partner locali che hanno usufruito dei vantaggi della rete JOINTLY: Gianfranco Troccoli, presidente di Ab Ovo – Bottega d’Arte e Bellezza ha dichiarato: “Quello di cui c’è più bisogno a Napoli, e che JOINTLY sta facendo, è imparare a fare rete sul territorio: Napoli è una città ricca d’iniziative culturali, indipendenti però l’una dall’altra, e spesso l’una contro l’altra. Ben vengano quindi luoghi, seppur virtuali, come la rete JOINTLY grazie alla quale noi operatori possiamo incontrarci e progettare iniziative congiunte, e le persone scoprire l’esistenza di spazi e iniziative che aumentano il loro benessere, quello dei loro cari e dell’economia locale”.

Dello stesso parere anche Antonella Cilento di Lalineascrittalaboratorio di scrittura creativa, che ha dichiarato: “Se c’è un territorio che ha bisogno di fare rete, questo è proprio quello napoletano, che nonostante sia ricco di operatori e iniziative anche di alto livello sperimenta ogni giorno una sorta di campanilismo estremo volto ad affossare l’attività dei competitor. La mia speranza è che la presenza di JOINTLY come intermediario tra le parti, faccia nascere anche soltanto dei dialoghi tra noi operatori, per aumentare la visibilità dei nostri servizi e il benessere delle persone che li frequentano”.

Come sottolineato, infatti, da Raffaella Ruocco, Responsabile Politiche di Genere del Consorzio di cooperative sociali Proodos e Welfare Manager di Mestieri Campania: “La partnership con JOINTLY ci ha aiutato ad ampliare il nostro mercato, imparando a rispondere in maniera funzionale alle esigenze del privato, che sono diverse da quelle del pubblico che abitualmente gestiamoL’incontro con JOINTLY ci ha spronato a sentirci più impresa e a leggere il bisogno delle persone da punti di vista diversi: se si vuole effettivamente cambiare il paradigma del welfare in Italia abbiamo – come Terzo Settore e Rete CGM – un compito rilevante che è quello di far evolvere il contenuto «sociale» del welfare aziendale. Il nostro intervento in questa nuova area di mercato può fare la differenza, se sapremo personalizzare sui singoli bisogni le prestazioni e proporre più servizi concreti, flessibili e utili che rimborsi monetari. Creare partnership, mettendo a sistema i diversi servizi, ci permette di dare una risposta più articolata ed efficace ai bisogni delle persone che abitano il nostro territorio”.

E proprio le mamme-lavoratrici sono tra i cittadini di Napoli e della Campania più penalizzati da questa carenza. Secondo l’ultimo Rapporto “Le Equilibriste. La maternità in Italia” di Save the Children, infatti, la Campania è la Regione meno “mother friendly” d’Italia, a causa anche della carenza di politiche di welfare pro work-life balance che permettono alle mamme lavoratrici di giostrarsi tra gli impegni che condurre una famiglia comporta e la necessità di lavorare fuori casa. Ciò detto la Regione Campania da diversi anni sta promuovendo – attraverso gli Accordi Territoriali di Genere – delle progettualità regionali per la presentazione di programmi di intervento da parte di reti territoriali al fine di attivare servizi e misure sperimentali per conciliare tempi di vita e di lavoro per favorire la crescita dell’occupazione femminile.

Altro ambito in cui il welfare può avere importanti impatti in Campania è quello del futuro dei giovani. Basti pensare che secondo gli ultimi dati del Censis in Italia sono oltre 3 milioni i Neet (Not Engaged in Education, Employment or Training) e la Campania è la Regione con la quota maggiore, pari a 361.000 giovani (il 12% del totale nazionale), accompagnata da un tasso di inattività del 41,7% e di disoccupazione del 30,4%. Proprio su questo ha puntato l’attenzione Felice Masone, docente dell’Istituto Tecnico Economico Statale F.Galiani“Quella della dispersione scolastica è una piaga sociale che riguarda il bene comune della nostra città e della nostra Regione: stiamo rischiando di perdere un’intera generazione. É necessario far comprendere quanto prima ad aziende, istituzioni e anche alla scuola stessa, l’importanza di cooperare e fare rete per non perdere i talenti e le passioni dei ragazzi e farli fruttare sul nostro territorio”. Grazie al supporto di Sace Simest, una delle aziende clienti della rete JOINTLY, gli studenti dell’istituto sono stati tra i protagonisti dell’ultima edizione di Push To Open, il programma di JOINTLY ideato con le aziende per avvicinare i ragazzi al mondo del lavoro grazie all’interazione con professionisti qualificati e che in 4 edizioni ha orientato 4.500 giovani in procinto di diplomarsi in tutta Italia.

Di quanto sia importante non soltanto parlare dei problemi attuali ma piuttosto delle opportunità e delle potenzialità di un territorio che ha bisogno di operatori che facciano squadra, ha parlatoFabio Galluccio, co-founder e advisor di JOINTLY-Il welfare condiviso: “Il Sud Italia, e in particolare Napoli e la Campania, sono terreno fertile per l’idea di welfare in cui JOINTLY crede e che vuole diffondere. Un’idea di welfare che non si limita a erogare meri servizi, come viene fatto dalla gran parte degli attori del mercato, ma che fornisce risposte concrete ai bisogni alimentando la rete degli operatori locali per generare benefici non solo sulla persona che ne usufruisce ma sull’intero contesto economico, sociale e culturale in cui questa vive”. A testimonianza di questo impegno JOINTLY ha avviato una partnership nazionale con ilConsorzio Nazionale della Cooperazione Sociale Gino Mattarelli – CGM per sviluppare reti di welfare territoriale. In Campania questo modello viene declinato in collaborazione con i welfare manager territoriali di Mestieri Campania, formati da JOINTLY.

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JOINTLY – Il welfare condiviso

JOINTLY – Il welfare condiviso è una startup a vocazione sociale che nel 2014 ha creato una rete di condivisione e di progettazione di servizi di welfare aziendale. Il risultato è una solida offerta di servizi innovativi e sostenibili, progettati sui bisogni delle persone e sulle reali possibilità delle aziende e realizzati con i migliori partner in tutta Italia. Con un network di oltre 40 aziende clienti, per un totale di 350.000 dipendenti su tutto il territorio nazionale, e oltre 300 partner, selezionati sulla base di rigorose procedure di accreditamento e volontà di fare rete, Jointly offre ai suoi clienti l’accesso a una piattaforma digitale unica nel suo genere e un circuito esclusivo di più di 5.000 servizi di welfare aziendale a sostegno dei bisogni della persona nelle diverse fasi della vita.

 

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