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Cannalonga (SA), la ‘fiera della frecagnola’: una storia secolare

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Cannalonga (SA), 05 settembre 2016 – Secondo la tradizione, a Cannalonga si riunivano pastori provenienti da tutto il circondario per concludere ‘l’affare’. Una intensa compra-vendita si protraeva per diversi giorni fin quando si otteneva l’esito sperato. Bisognava essere abili nell’acquistare i capi migliori per accrescere il proprio gregge. Così, la fine delle trattative veniva festeggiato con un momento conviviale che si traduceva in un banchetto a cui prendevano parte ‘locali e forestieri’. Il pasto consisteva in salumi e formaggi e, immancabile, ‘la capra bollita’. Pare che l’etimo ‘frecagnola’ abbia origine proprio dal modo in cui veniva definita la preparazione del piatto ma di questo non abbiamo riscontri accettabili. Perché la ‘crapa vudduta’? Gli esemplari più giovani garantivano sostentamento con la produzione del latte e la vendita delle carni. L’animale più vecchio, invece, diventava l’ingrediente base della preparazione. Ed è proprio la ‘crapa vudduta’, divenuto  il piatto tipico del posto, ad essere l’asse portante della manifestazione, mantenuta in parte intatta nonostante il passare dei secoli. 

In tal modo la naturale vocazione agricolo-pastorale di Cannalonga si tradusse in un connubio indissolubile fra commercio e tradizione.

L’ultima fase dell’estate ci regala uno degli appuntamenti più significativi presenti nel territorio: è la ‘fiera della frecagnola’. Sarebbe estremamente riduttivo ricondurre la sua esistenza alla classica definizione di ‘fiera’. Costituisce un vero e proprio patrimonio culturale sia per la longevità sia per le peculiarità: rappresenta uno dei più antichi mercati esistiti tra il Cilento e l’Antica Lucania. Le prime notizie si riscontrano nel 1400, documentata come ‘fiera di Santa Lucia’; in passato si svolgeva a dicembre in occasione della festività, oggi, invece, è posta in data mobile la seconda settimana di settembre.

La ‘frecagnola’ si propone non solo come evento storico-tradizionale ma si impone come appuntamento socio-culturale, attrattore per migliaia di visitatori che, durante le cinque serate, affollano le caratteristiche ‘baracche’ in cui trova spazio la gastronomia tipica.

Sono passate alcune centinaia di anni da quando la fiera ha mosso i suoi primi passi; durante i secoli, al commercio del bestiame si è affiancato quello di altri generi di consumo ma la tradizione è rimasta pressoché invariata. La ‘crapa vudduta’ continua ad esercitare un ruolo cardine, proposta secondo l’antica ricetta: si selezionano e suddividono le carni, messe in una capiente casseruola con l’aggiunta di acqua fredda e si porta ad ebollizione. Raggiunto il bollore, la carne viene sgrassata eliminando gli eccessi e si aggiungono verdure ed aromi. A fine cottura si sala il tutto.

Tra le tante iniziative nate nel territorio, Cannalonga è l’unica a non aver smarrito lo spirito delle origini, mantenuto intatto attraverso un felice compromesso fra tradizione e innovazione.

Appuntamento, dunque, dal 7 all’11 settembre 2016 con la ‘fiera della frecagnola’.

Giuseppe Conte

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