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Costantini Art Gallery, Opening 24 marzo 2015: Joanpere Massana – Il libro della pelle

Black flowers. 150 x 150 cm. Mixta sobre fusta.

MILANO, 18 MARZO 2015 – La Costantini Art Gallery ha atteso tre anni per poter riproporre una mostra personale di Joanpere Massana, tempo che l’artista ha utilizzato per completare la ricerca del suo ultimo ciclo di opere intitolato “Il libro della pelle” presentato in anteprima al castello Le Perthus a Bellegarde in Francia, con la mostra “Frontière: le livre de la peau” conclusasi nell’autunno del 2014.

Quest’ultimo percorso dell’artista spagnolo è dedicato alla pelle, con un duplice significato: pelle quale elemento distintivo e quale terreno di confine tra due distinte realtà. I lavori, siano essi tele, tavole o opere su carta, sono caratterizzati da varie stratificazioni pittoriche, da brandelli di tela e polpa di carta che si amalgamano alla pittura, alla grafia e alle cuciture del supporto stesso, senza dimenticare le inclusioni di materiali disparati che da sempre sono una delle peculiarità dell’opera dell’artista catalano.

Il libro della pelle di Joanpere Massana, rispetto ai cicli precedenti, accentua maggiormente la componente narrativa nelle sue opere, infatti, gli oggetti, i simboli, i segni e le parole, ci rimandano ad un unico racconto che parla della magia delle cose comuni, al cui interno, però risiede il mistero della vita stessa.

“… Massana ripercorre costantemente la relazione tra uomo e natura come un dialogo pieno di esperiernze vitali. Una natura mutante, piena di possibilità, dove tutto si trasforma, tutto scorre rimanendo, però, tranquillo. Insetti, foglie, animali, semi, piante… creano un corpus creato da un cuorioso creatore, osservatore del mondo che pone nuovi modi di capire e comprendere ciò che ci circonda. E’ evidente, quindi, che questo gran catalogo di immagini della natura raggruppate nel tempo, lascia marchi e impronte che appaiono inconsciamente, ma che in determinati momenti affiorano in una specie di viaggio interiore che segue le tracce vissute attraverso le percezioni, sguardi, luoghi, sentimenti… questa appropriazione di frammenti della realtà (semi, foglie, tronchi) è un modo di riferirsi alla complessità dell’universo e, la base per avvicinarsi alla coscienza. …”
(dal testo di Joan Gil Gregorio)

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