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Eroi del XXI secolo: ecco il numero di febbraio di Altreconomia

Milano, 1 febbraio 2017 – Nel 2016 sono stati uccisi almeno 282 attivisti per i diritti umani, in 25 Paesi. Più di mille, invece, hanno subìto minacce, attacchi fisici e intimidazioni.

Altreconomia dedica ai “difensori” la copertina del numero di febbraio 2017, dando voce a chi si oppone a regimi oppressivi e si batte per l’ambiente e il riconoscimento di diritti universali. Un reportage fotografico accompagna l’inchiesta e racconta le storie di 5 lotte in corso, come quella degli attivisti Sioux del Nord Dakota, che si oppongono alla costruzione di un gasdotto autorizzato grazie a uno dei primi atti del governo Trump.
Quasi la metà degli attivisti uccisi nel 2016 lavorava per difendere l’ambiente e i popoli indigeni. Minacce e intimidazioni, invece, sfociano spesso nella criminalizzazione degli attivisti. “Ogni volta che viene ucciso un attivista dovremmo indignarci” dice ad Ae Andrew Anderson, direttore di Front Line Defenders.

Il 6 febbraio è la Giornata mondiale contro le mutilazioni genitali femminili: dalla Colombia, la storia delle indigene di etnia Emberá, dove la pratica è talmente radicata che la subiscono il 40% delle nuove nate. Ciò avviene nonostante dal 2007 il governo e le Nazioni Unite stiano lavorando per erradicarla. In tutto il mondo le mutilazioni genitali interessano ogni anno ben 3 milioni di bambine.

L’8 febbraio si celebra la Giornata mondiale contro la tratta di persone: Altreconomia è stata in Benin, dove oggi -come nel Seicento- giovani uomini e donne vengono “imbarcati” come schiavi; non vanno più in America, ma verso le miniere d’oro del Ghana o le periferie delle città nigeriane e italiane, dove diventano prostitute. Sono vittime delle miseria e -anche- del vodoun. In tutto il mondo ci sono ancora oltre 45 milioni di schiavi.

Il 15 febbraio il Parlamento europeo voterà la riforma dell’Emissione Trading Scheme, il meccanismo Ue pensato per contrastare il cambiamento climatico e ridurre le emissioni e che negli ultimi anni sarebbe stato inefficace. Complice la crisi, però, tra il 2008 e il 2015 l’Europa avrebbe garantito extra profitti a cementifici, raffinerie e imprese siderurgiche per complessivi 7,5 miliardi di euro, assegnando gratuitamente dei “diritti di emissione” che poi le aziende hanno rivenduto sul mercato. L’inchiesta spiega come il settore più beneficiato sia stato quello dei cementifici.

Il 17 febbraio 1992 “scoppiava” lo scandalo Tangentopoli: a 25 anni di distanza, e a 5 anni dalla nascita dell’Autorità nazionale anticorruzione, abbiamo chiesto a due dei massimi esperti del fenomeno -Alberto Vannucci, dell’Università di Pisa, e Lucio Picci, dell’Università di Bologna– di spiegarci perché non si è riusciti a fermare il fenomeno. “Un modello di corruzione sistemica con più centri d’autorità, come quello emerso di recente, può paradossalmente risultare più robusto” di quello degli anni Novanta, dice Vannucci. Per affrontarlo, sostiene Picci, dovremmo “adottare un punto di vista ‘zen’”.

Dal 2016 Francesco Rutelli è consulente di Airbnb. L’ex ministro del Turismo è solo l’ultimo, tra gli esponenti dei governi italiani, ad aver attraversato le “porte girevoli”, quelle che fanno fare un salto dal pubblico al privato a soggetti che portano con sé un patrimonio di relazioni. Gli altri nomi? Altreconomia ne ha censiti 13, da Antonio Di Pietro (Pedemontana) a Marta Dassù (dal ministero degli Esteri al cda di Leonardo e Trevi spa), da Lapo Pistelli (che nel 2015 abbandonò il governo per l’ENI) a Mario Virano (direttore generale della società che vorrebbe costruire la linea Av Torino-Lione).

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