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Gramellini – “L’ultima riga delle favole”: E vissero tutti felici e contenti…

L-ultima-riga-delle-favole-Massimo-Gramellini

“C’era una volta, e c’è ancora, un’anima curiosa che vagava per gli spazi infiniti senza  trovare un amore dentro il quale tuffarsi. Stava andando alla deriva negli abissi di un mare di noia quando sentì pulsare qualcosa. Una luce, fatta di musica.E rimase inebetita da tanta bellezza. Disse solo una parola e si tuffò dentro di te. Allora vi siete dimenticati tutto e avete incominciato a vivere. Tu e la tua anima. Per sempre felici e contenti, prometteva l’ultima riga delle favole. Invece siete finiti in una gabbia, e le sue sbarre le ha costruite il dolore. Non riuscite più a stare insieme e neppure a staccarvi. Vi trascinate senza meta sotto il peso dell’infelicità e nei vostri pensieri il futuro assomiglia a un deserto dove la nostalgia prevale sul sogno e il rimpianto sulla speranza. Lettrice o lettore, non ti crucciare. Prima o poi, e più prima che poi, sentirai in sogno una voce di flauto. “Lei è la tua anima, mica un accidente. Se non te ne innamori, non amerai mai niente.”“Innamorarmi della mia anima! E come si fa?”

“Ti do un indizio. RICOMINCIA DALL’INIZIO…”

(Gramellini,”L’ultima riga delle favole”)

Se il protagonista del libro “L’ultima riga delle Favole” fosse stata una donna, mi sarebbe venuto da pensare che Alice (nel paese della meraviglie) è diventata adulta e che, a causa delle vicissitudini della vita, ha perduto la sua capacità di “meravigliarsi”. Invece troviamo Tomàs, un analfabeta affettivo totale, come lo ha definito lo stesso Gramellini.

Per ritrovare la sua anima, il suo Io e ritornare ad amare, Tomàs dovrà affrontare un viaggio surreale nelle “Terme dell’anima”, una sorta di limbo nel quale sono rinchiusi coloro che fuggono dai propri desideri perché spaventati dal peso delle responsabilità. Qui, però, vi arriva soltanto chi, in qualche meandro nascosto del proprio cuore alimenta un desiderio, un sogno speciale.

Quello di Tomàs è il sogno dell’anima gemella, ma dovrà affrontare una serie di prove, incontri (la responsabile dell’accoglienza Stella Maris; il Direttore delle Terme; l’Allenatrice; Andrea creatura a forma di anfora; Noah, medico delle acque) e luoghi (la Vasca dell’Io, la Vasca del Noi, la Vasca della Luna, la Vasca del Sole, la Vasca del Drago, La Vasca dell’Agape).

Un viaggio carico di simbolismo, aforismi religiosi, letterali, musicali (i “rac-canti di Andrea, che molti lettori riconosceranno!) e riferimenti filosofici: Il mito degli androgini (Simposio) di Platone, L’amore nelle forme di Philos (Amore come amicizia), Eros, Agape (l’amore totale, l’amore che divora chi lo prova. Chi conosce e prova Agape, vede che nient’altro a questo mondo ha più importanza, soltanto amare) che richiama il Neoplatonismo cristiano.

Tutta questa ricerca interiore, non poteva che avvenire in uno scenario surreale che consente di focalizzare l’attenzione sulla dimensione dell’uomo che oltrepassa la sua realtà ordinaria e percepibile con gli strumenti della logica. Suggestioni oniriche, che richiamano un po’ il pensiero di Freud, secondo cui i sogni sono “la via regia che conduce all’inconscio” e che, nel caso di Tomàs, rappresentano anche la via per la sua salvezza. Infatti, grazie al suo SOGNO DELL’ANIMA GEMELLA, riuscirà ad arrivare all’ultima riga della sua favola, per capire che quello è solo il punto di partenza:

La vita ha un senso e quel senso profondo è che la realtà è trasformabile dai sogni!

Rosy Merola – SinergicaMentis

Definisco il mio percorso professionale come un “volo pindarico” dalla Laurea in Economia e Commercio al Giornalismo. Giornalista pubblicista, Addetta stampa, Marketing&Communication Manager, Founder di SinergicaMentis. Da diversi anni mi occupo della redazione di articoli, note e recensioni di diverso contenuto. Per il percorso di studi fatto, tendenzialmente, mi occupo di tematiche economiche. Nello specifico, quando è possibile, mi piace mettere in evidenza il lato positivo del nostro Made in Italy, scrivendo delle eccellenze, start-up, e delle storie di uomini e donne che lo rendono speciale. Tuttavia, una tantum, confesso di cadere nella tentazione di scrivere qualcosa che esula dalla sfera economico-finanziaria (Mea Culpa!). Spaziando dall'arte, alla musica, ai libri, alla cultura in generale. Con un occhio di riguardo nei confronti dei giovani esordienti e di quelle realtà che mi piace definire "startup culturali". Perché, se c'è una frase che proprio non riesco a digerire è che: "La cultura non dà da mangiare". Una affermazione che non è ammissibile. Soprattutto in Italia.

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