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Napoli, “Steve McCurry senza confini”: le emozioni di uno scatto e l’importanza del fotogiornalismo

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Napoli, 15 novembre 2016 – Un viaggio nel tempo e nello spazio, attraverso gli scatti del fotografo contemporaneo Steve McCurry. È questo l’intento che la rassegna fotografica “Steve McCurry. Senza confini” – in mostra al Pan/Palazzo delle Arti Napoli – si propone di realizzare oltre che con le foto, anche grazie ad una audioguida in cui McCurry – in prima persona – spiega i suoi scatti, racconta aneddoti ed esterna le proprie emozioni. «Perché – come sostiene lo stesso fotografo – già il solo viaggiare e approfondire la conoscenza di culture diverse, mi procura gioia e mi dà una carica inesauribile».

Una mostra che inizia con una sezione di foto in bianco e nero, scattate tra il 1979 e il 1980, durante la sua prima missione in Afghanistan, scandendo – di fatto – anche l’evoluzione professionale dello stesso McCurry.  Un piccolo padiglione, quasi di nicchia, che rende ancor più evidente la contrapposizione con il caleidoscopio di colori vividi  da cui si viene investiti, procedendo nel percorso espositivo.

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Dall’Afghanistan all’India, dal Medio Oriente al Sudest asiatico, dall’Africa a Cuba, dagli Stati Uniti all’Italia. Le foto rappresentano momenti di vita quotidiana, sottolineano gli usi e i costumi di popolazioni lontane. Catturano rughe, sorrisi, lacrime, sguardi, storie. Come quella della “Ragazza afghana” dai magnetici occhi verdi (foto resa famosa dopo essere divenuta una copertina del National Geographic), che McCurry trovò e fotografò da bambina nel 1984 in un campo profughi in Pakistan e immortalata di nuovo nel 2002, dopo averla finalmente ritrovata, al termine di una lunga ricerca.

E, mentre si è intenti ad osservare, ad un certo punto – grazie anche all’allestimento curato da Biba Giacchetti – il visitatore finisce per sentirsi osservato. Occhi verdi o neri. Di uomini e donne, bambini e anziani. Occhi che sanno parlare, raccontare e che inducono a riflettere. A porsi delle domande. E così facendo, il viaggio diventa introspettivo. Quasi metafisico. Oltre le cose sensibili. Senza confini, appunto. In un tempo sospeso, racchiuso tra le pareti bianche che fungono da parentesi temporali.

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Percezione che, di colpo, si infrange – riportando con veemenza il visitatore alla cruda realtà. È quanto succede entrando in un padiglione dedicato agli orrori della guerra, del terrorismo e delle catastrofi naturali. Bambini mutilati, che vestono divise militari e che giocano o maneggiano armi e strumenti di guerra e di morte. Immagini forti che fanno sorgere una riflessione in merito alle recenti polemiche che hanno investito il fotografo americano, scatenate proprio in Italia a causa di un manipolazioni di una delle fotografie cubane di McCurry esposta nella grande mostra di Venaria Reale, a Torino. Infatti, seppure legittime e fondate, soffermandoci sul tecnicismo e sull’uso/abuso del fotoritocco si perde di vista il senso stesso di una immagine. Perché, come lo stesso McCurry puntualizza in un audioguida: “Io sono un fotografo documentarista, il mio lavoro è documentare”.

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 L’importanza, appunto, del fotogiornalismo come mezzo di informazione e comunicazione. Per scuotere le coscienze, aprire dibattiti, raccontare storie, sottolineare orrori. Perché, come sosteneva Marcel Proust: “L’unico vero viaggio verso la scoperta non consiste nella ricerca di nuovi paesaggi, ma nell’avere nuovi occhi”.

Rosy Merola

SCHEDA INFORMATIVA

STEVE MCCURRY. Senza confini

A cura di Biba Giacchetti

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Via dei Mille 60

Fino al 12 febbraio 2017

Promossa da

Comune di Napoli – Assessorato alla Cultura e al Turismo

Pan – Palazzo Arti Napoli

Prodotta da

Civita Mostre

In collaborazione con SudEst

Orari

Tutti i giorni, escluso il martedì, dalle ore 9,30 alle ore 19,30.

Apertura straordinaria martedì 1 novembre dalle 9.30 alle 19.30

La domenica la mostra è aperta dalle ore 9,30 alle 14,30

Apertura straordinaria fino alle 19.30 nelle seguenti domeniche:

30 ottobre, 6, 20 e 27 novembre, 4, 11 e 18 dicembre

Apertura straordinaria fino alle 19.30 nei giorni:

8 e 26 dicembre 2016; 6 gennaio 2017.

24 e 31 dicembre la mostra sarà aperta fino alle 15.30 e il 25 dicembre fino alle 14,30.

Il 1° gennaio 2017 il Pan aprirà dalle 15,00 alle 19,30.

La biglietteria chiude un’ora prima

Definisco il mio percorso professionale come un “volo pindarico” dalla Laurea in Economia e Commercio al Giornalismo. Giornalista pubblicista, Addetta stampa, Marketing&Communication Manager, Founder di SinergicaMentis. Da diversi anni mi occupo della redazione di articoli, note e recensioni di diverso contenuto. Per il percorso di studi fatto, tendenzialmente, mi occupo di tematiche economiche. Nello specifico, quando è possibile, mi piace mettere in evidenza il lato positivo del nostro Made in Italy, scrivendo delle eccellenze, start-up, e delle storie di uomini e donne che lo rendono speciale. Tuttavia, una tantum, confesso di cadere nella tentazione di scrivere qualcosa che esula dalla sfera economico-finanziaria (Mea Culpa!). Spaziando dall'arte, alla musica, ai libri, alla cultura in generale. Con un occhio di riguardo nei confronti dei giovani esordienti e di quelle realtà che mi piace definire "startup culturali". Perché, se c'è una frase che proprio non riesco a digerire è che: "La cultura non dà da mangiare". Una affermazione che non è ammissibile. Soprattutto in Italia.

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