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“Un Vulcano di pensieri”: l’eruzione poetica di Antonio D’Anna

 

“Acculturato e disoccupato, svilito e declassato.

Un po’ deperito,

fiaccato, stressato.

Studio, sbatto, corro.

Da tanto…”.

(Frane, terremoti ed eruzioni dentro, Antonio D’Anna)

 

Studio, sacrifico, viaggi e miraggi, territorio, disoccupazione:  è questo l’humus in cui affondano le radici e trovano ispirazione i versi delle poesie raccolte in “Un Vulcano di Pensieri” (MReditori, 2017) del poeta-scrittore e geologo Antonio D’Anna. Pensieri che ben riescono a cogliere tutto il disagio giovanile (soprattutto quello dei giovani del sud Italia), l’indignazione, lo scoramento della generazione degli stage e dei voucher. Quella generazione in cui la precarietà è un’aspirazione, ma che – nonostante ciò – non si arrende. Anzi si rialza perché, come recitano i versi dello stesso Antonio D’Anna:

“Una delusione

diventa un’occasione.

Per ripartire.

Per rinsavire.

Per cambiare.

Prendere

un’opposta direzione”.

Procedere in direzione opposta per ottenere ciò che «[…] sta’ terra e sta’ gente ‘nu juorno m’adda rà», citando i versi di “Terra Mia” di Pino Daniele. Riferimento del cantautore campano non casuale, questo sia perché corregionale del giovane poeta D’Anna, ma anche per il ruolo centrale che viene attribuito alla “Terra mia”. Infatti, oltre che per il legame profondo che l’autore ha nei confronti della sua famiglia – il suo punto di forza e di riferimento –, la “terra” rappresenta l’elemento portante della poetica dell’autore, sia per la sua formazione e per la professione di geologo – che spesso “contamina” i versi attraverso rifermenti e fenomeni geo-ambientali, usati anche in termini metaforici –, sia per l’esplicito riferimento a luoghi (Napoli, Avella (AV), Cilento); usi e costumi; natura – a tratti matrigna di leopardiana memoria («O natura, o natura/Perché non rendi poi/Quel che prometti allor? Perché di tanto/Inganni i figli tuoi?», da “A Silvia”) e a tratti maltrattata, violentata dall’uomo –; persone e personaggi.

Tra questi, particolarmente sentito è l’omaggio che Antonio D’Anna fa al principe Antonio De Curtis, in arte Totò, “genio in un secondo”. In particolare, il poeta-scrittore ne coglie «un grande insegnamento di cui dovremmo fare tesoro: provare a sdrammatizzare, anche con poco».

Insegnamento e fine ironia di cui, appunto, Antonio D’Anna si appropria e mette nero su bianco – con tenacia e coraggio – nei suoi versi e pensieri, perché: «Apocalisse (dal greco apo-kalypto) vuol dire “togliere il velo” “svelare quel che era nascosto”. E quest’opera di verità la stanno facendo i giovani, per farci sapere che mondo abbiamo creato per loro. Un mondo senza sogni, un mondo senza desideri che abbiamo estinto ogni volta che davamo loro una cosa prima ancora che la desiderassero» (Umberto Galimberti).

Biografia – Antonio D’Anna, nato il 22 luglio del 1984, vive ad Avella, paese in provincia di Avellino ma al confine con quella di Napoli. Dopo la maturità classica, ha conseguito la Laurea Magistrale con lode in Geologia e Geologia Applicata presso l’Università degli Studi di Napoli “Federico II”. Attualmente sgomita caparbio come geologo nel Mare Magnum della libera professione. Eclettico, poliedrico, versatile si lancia propositivo in qualsiasi potenziale occasione lavorativa, in qualsiasi avventura. Su tutte l’esperienza in Romania come Direttore di cantiere che lo ha temprato enormemente. Oltre alla formazione scientifica, arricchita da ulteriori studi e specializzazioni, coltiva il greco ed il latino ed approfondisce tematiche riguardanti la linguistica, la sintassi e la grammatica italiana. Ha frequentato pertanto un Corso di Perfezionamento ed Alta Formazione in “Geo-Giornalismo, Conoscenza e Comunicazione del territorio”, organizzato dall’Università degli Studi Suor Orsola Benincasa – Napoli e dalla Fondazione Alario per Elea-Velia onlus, con il patrocinio dell’Ordine dei Giornalisti della Campania, ha collaborato complessivamente per due anni come giornalista nella stesura di articoli tecnico – scientifici, culturali e sportivi con annessa pubblicazione su Tg News tv, testata radio televisiva nazionale, con “Il Meridiano”, periodico cartaceo e con “Il Meridiano on-line”, quotidiano online. È appassionato di archeologia, di astronomia e di calcio. Del Napoli soprattutto è esperto. Ama gli animali, i cani in particolar modo, e l’ambiente. Gioca a calcetto con gli amici, partecipa a tornei quando ne ha la possibilità ed osserva gli astri con il telescopio grazie soprattutto alla passione ed alle competenze del fratello Pasquale.

Antonio nei momenti di riflessione e di introspezione compone poesie e dedica il libro alla famiglia che lo supporta costantemente, a tutti i geologi che sono costretti ad ingoiare quotidiani bocconi amari, ad abbandonare o addirittura a non iniziare affatto la professione di geologo e a tutti i ragazzi che nonostante impegno e sacrificio non riescono ad ottenere una parvenza di dignità. Con la speranza che la società possa essere resipiscente. In un futuro non troppo remoto.

 

Rosy Merola

Definisco il mio percorso professionale come un “volo pindarico” dalla Laurea in Economia e Commercio al Giornalismo. Giornalista pubblicista, Addetta stampa, Marketing&Communication Manager, Founder di SinergicaMentis. Da diversi anni mi occupo della redazione di articoli, note e recensioni di diverso contenuto. Per il percorso di studi fatto, tendenzialmente, mi occupo di tematiche economiche. Nello specifico, quando è possibile, mi piace mettere in evidenza il lato positivo del nostro Made in Italy, scrivendo delle eccellenze, start-up, e delle storie di uomini e donne che lo rendono speciale. Tuttavia, una tantum, confesso di cadere nella tentazione di scrivere qualcosa che esula dalla sfera economico-finanziaria (Mea Culpa!). Spaziando dall'arte, alla musica, ai libri, alla cultura in generale. Con un occhio di riguardo nei confronti dei giovani esordienti e di quelle realtà che mi piace definire "startup culturali". Perché, se c'è una frase che proprio non riesco a digerire è che: "La cultura non dà da mangiare". Una affermazione che non è ammissibile. Soprattutto in Italia.

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