You are here:  / OpinabilMentis / ACR Pellare(SA): Lectio “Ci prendo gusto ad ascoltare!”

ACR Pellare(SA): Lectio “Ci prendo gusto ad ascoltare!”

Pellare, 16 febbraio 2019 – Prima di dare il via alla “Marcia della Pace” – che si è svolta a Vallo della Lucania (SA), lo scorso 26 gennaio – il Presidente Diocesano dell’Azione Cattolica di Vallo della Lucania, Antonio Voria, ha invitato tutti i presenti a raccogliersi in silenzio perché, “per poter fare la pace dobbiamo, prima di tutto, sapere ascoltare”.

“Shemà” in ebraico biblico signica “ascolta”. Tra le altre cose, è una delle preghiere della liturgia ebraica più sentite. Infatti, è tradizione per gli ebrei recitare lo “Shemà” come ultima preghiera della giornata; l’ultime parole da pronunciare prima di andare a dormire la sera. Una tradizione che si tramanda da generazione in generazione; di padre in figlio.

Questo ci porta al tema centrale scelto per il cammino dell’ACR 2018/19: “Shemà – Esperienze di ascolto della parola di Dio per ragazzi”. La parola diventa il centro; il fulcro, come Papa Francesco ha ribatito nell’Esortazione apostolica “Gaudete et exsultate”: «Gesù invitava i suoi discepoli a fare attenzione ai particolari» (Francesco, Gaudete et Exsultate, 144).

L’importanza, quindi, dei particolari, delle piccole ma grandi cose. Stiamo attraversando un’epoca in cui, prevale l’effimero sull’essenziale. L’immagine, ovvero il senso della vista, prevale sugli altri senzi, anche sull’ascolto. Apparire più che essere.
Invece, la Bibbia dà priorità all’udito rispetto alla vista. Perché se Dio, come aveva detto Victor Hugo “è l’invisibile evidente”; noi possiamo ascoltare la sua parola. Tuttavia, ciò ci porta a una domanda fondamentale: se non vediamo “fisicamente” Dio, come possiamo credere in Lui? Ciò è possibile attraverso un atto di fede.

Facciamo un esempio inerente ai nostri giorni. La maggior parte di voi conosce il social “Facebook”. In particolare, chi ha già compiuto 13 anni (limite di età minimo richiesto per creare un account su Facebook!) e ha un profilo su tale social, qualche volta si sarà trovato a ricevere una richiesta di amicizia da parte di un utente sconosciuto (apriamo una breve parentesi su tale aspetto: mi raccomando NON ACCETTATE MAI richieste di amicizia da parte di sconosciuti! Se ciò vi dovesse capitare, segnalatelo ai vostri genitori, oppure ad un altro adulto come il/la vostro/a insegnante). Supponiamo che, dopo l’accurata verifica fatta dai vostri genitori, quest’ultimi vi autorizzino ad accettare tale richiesta di amicizia virtuale, in un certo senso state facendo un atto di fede. Ecco, in maniera non “tecnologica”, ma non per questo meno “originale” ed “innovativa”, Dio è sempre connesso con noi tutti con una particolare rete Wifi gratuita e accessibile a tutti. Disposto a connettersi con tutti quelli che – attraverso un atto di fede – decidono di accettare la Sua “richiesta di amicizia”. Così, tutto dipende da noi, se vogliamo o meno accettarLo. Per decidere in un senso o in un altro, comunque, dobbiamo provare ad ascoltare almeno per un po’ la Sua parola.

Per la Bibbia, infatti, il vero credente è la persona che si apre all’ascolto, come scrive Paolo nella Lettera ai Romani (Rm 10, 17: “Dunque, la fede viene dall’ascolto”). Scrive sempre Paolo: “Con il cuore si crede e con la bocca si fa la professione di fede” (Rm 10, 10). Come si arriva a tale professione di fede? La risposta (come già scitto poco sopra) viene sempre dalla citata Lettera di Paolo: “Dunque, la fede viene dall’ascolto” e l’ascolto riguarda la parola.

Oggi, il rischio più grande che corriamo è quello di non sapere ascoltare, non solo Dio, ma chi ci circonda: i nostri genitori; fratelli e sorelle; amici; insegnanti e così via. Per sapere ascoltare, dovremmo seguire quanto scritto nel Salmo 94: “Ascoltate oggi la Sua voce, non indurite il vostro cuore”.

Non dobbiamo, quindi, indurire il nostro cuore!

In conclusione, riassumendo quanto detto fino ad ora:

1) Per saper ascoltare gli altri, il primo passo da fare è imparare a fare silenzio;

2) Dobbiamo “educarci” all’ascolto. Non indurire il cuore, anzi impariamo ad ascoltare gli altri con il cuore. Ascoltando le parole, cercando di trovare il loro senso. Tuttavia, non dobbiamo soffermarci solo sulle parole. Dobbiamo imparare anche ad “ascoltare” il linguaggio degli occhi; delle mani; dei gesti; dei silenzi delle persone che ci circondano.

Ricordando sempre che: “[…] non si vede bene che col cuore. L’essenziale è invisibile agli occhi”.
Il piccolo principe, Antoine de Saint-Exupéry

(Per fare un esercizio di educazione all’ascolto, la Lectio è proseguita proponendo ai ragazzi una selezione di canzoni, soffermandoci sulla compresione dei loro testi e confrontandoci su di essi)

 

Rosy Merola
DISCLAIMER

La redazione di Sinergicamentis dichiara di non essere responsabile per i commenti inseriti nei post e si riserva il diritto di cancellare commenti offensivi, provocatori, inutili o di natura pubblicitaria. Gli utenti del sito che inseriscono commenti, dunque, se ne assumono la piena e totale responsabilità. Le immagini inserite nei post non sono opere degli autori degli articoli né sono di loro proprietà. Tali immagini, tratte dal web, vengono pubblicate per scopi esclusivamente illustrativi, nel rispetto del comma 1-bis dell’articolo 70 della legge n. 633 del 22 aprile 1941, “Protezione del diritto d’autore e di altri diritti connessi al suo esercizio”. Qualora la loro pubblicazione violasse specifici diritti di autore, si prega di comunicarlo per la tempestiva rimozione.Infine, la Redazione di SinergicaMentis informa i propri autenti che, a seguito dell’entrata in vigore del nuovo Regolamento Europeo (UE) 2016/679 (c.d. GDPR) relativo alla privacy ed in considerazione dell’importanza che riconosciamo alla tutela dei tuoi dati personali, ha provveduto ad aggiornare la nostra informativa privacy sulla base del principio della trasparenza e di tutti gli elementi richiesti dall’articolo 13 del GDPR.

SinergicaMentis su Twitter

In evidenza

Video del giorno