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Borsa, sulle piazze europee grava la questione catalana

Milano, 10 ottobre 2017  – L’incertezza sulla questione della Catalogna in spagna, si fa sentire sulla giornata delle borse europee. Infatti, a eccezione di Londra che ha chiuso la seduta con un aumento dello 0,4%, le altre finiscono le contrattazioni sotto la parità: Madrid (-0,92%), Milano (-0,63%), Francoforte (-0,21%) e Parigi (-0,04%). Rimane stabile lo spread tra il Btp e il Bund tedesco a dieci anni che termina a 167,9 punti base, con il rendimento al 2,11%. Sul fronte dei cambi, l’euro-dollaro oscilla sui massimi intraday a 1,181.

Sguardo macroeconomico – Buone notizie per l’economia italiana da parte del Fmi. Infatti, stando alle stime degli economisti, a seguito del  +0,9% del 2016, il pil italiano dovrebbe raggiungere l’1,5% nel 2017 e dell’1,1% nel 2018. In pratica, si parla di un incremento dello 0,2 e 0,1 punti percentuali rispetto alle stime di luglio. Per quanto riguarda il debito pubblico italiano – sempre secondo il Fondo Monetario Internazionale –, questo salirà al 133% del pil nel 2017 rispetto al 132,6% del 2016, mentre si stima una flessione del debito al 131,4% nel 2018 e al 120,1% nel 2022. Secondo l’organizzazione economica internazionale, stimato anche un calo del tasso di disoccupazione che, nel 2017, dovrebbe diminuire all’11,4% dall’11,7% del 2016.

Piazza Affari – Tornando all’andamento della borsa milanese, a tirare giù il listino principale, alcune dei bancari: Banco Bpm (-1,9%), Bper (-2,14%), Unicredit (-1,97%). Continua la serie positiva di Mediaset (+1,78%). Bene il settore lusso grazie ai titoli Lvmh: Moncler (+2,5%), Salvatore Ferragamo  ( +0,7%) e Ynap (+0,5%). Bene anche Saipem (+1,7%) e Fincantieri  (+3,36% a 0,9695 euro).

Rosy Merola

Definisco il mio percorso professionale come un “volo pindarico” dalla Laurea in Economia e Commercio al Giornalismo. Giornalista pubblicista, Addetta stampa, Marketing&Communication Manager, Founder di SinergicaMentis. Da diversi anni mi occupo della redazione di articoli, note e recensioni di diverso contenuto. Per il percorso di studi fatto, tendenzialmente, mi occupo di tematiche economiche. Nello specifico, quando è possibile, mi piace mettere in evidenza il lato positivo del nostro Made in Italy, scrivendo delle eccellenze, start-up, e delle storie di uomini e donne che lo rendono speciale. Tuttavia, una tantum, confesso di cadere nella tentazione di scrivere qualcosa che esula dalla sfera economico-finanziaria (Mea Culpa!). Spaziando dall'arte, alla musica, ai libri, alla cultura in generale. Con un occhio di riguardo nei confronti dei giovani esordienti e di quelle realtà che mi piace definire "startup culturali". Perché, se c'è una frase che proprio non riesco a digerire è che: "La cultura non dà da mangiare". Una affermazione che non è ammissibile. Soprattutto in Italia.

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