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Milano, 20 settembre: “Libertà di sapere, libertà di scegliere”, evento della Fondazione Veronesi

 

Milano, 17 settembre 2018 -Entro il 2030 potrebbero essere oltre 48 mila le famiglie lombarde pronte a destinare parte del proprio patrimonio alla comunità attraverso lasciti testamentari in favore di associazioni, fondazioni o enti che portano avanti cause sociali, scientifiche e umanitarie. Il dato emerge dallo studio dell’Osservatorio Fondazione Cariplo “Il ‘mercato’ dei lasciti testamentari: nuove stime per Italia e Lombardia (2014-2030)”, secondo cui in Lombardia il valore potenziale dei lasciti solidali potrebbe raggiungere nei prossimi anni ben 12 miliardi.

Si tratta di numeri importanti, che rendono fondamentale una piena e approfondita conoscenza da parte della popolazione di questa utilissima opportunità solidale, connessa al più ampio e complesso tema del diritto di scelta nel fine vita.  La Fondazione Umberto Veronesi, a pochi giorni dalla Giornata Internazionale del Lascito Solidale, celebrata il 13 settembre, al fine di fare piena chiarezza sugli strumenti per tutelare le volontà individuali in vita e oltre la vita e sul diritto di decidere autonomamente, liberamente e consapevolmente del proprio corpo e dei propri beni, ha deciso di organizzare, in collaborazione e con il patrocinio del Consiglio nazionale del Notariato, un incontro pubblico incentrato su due temi di strettissima attualità frequentemente oggetto di confusione, inesattezze e vere e proprie fake news: il testamento biologico e i lasciti solidali.

L’iniziativa – “Libertà di sapere, libertà di scegliere. Testamento biologico e testamento solidale: come decidere della propria vita e dei propri beni” – è in programma a Milano (Casa dei Diritti, via De Amicis 10) giovedì 20 settembre a partire dalle ore 17:30.

«L’incontro “Libertà di sapere, libertà di scegliere” – spiega Monica Ramaioli, direttore generale della Fondazione Umberto Veronesi – nasce per fare chiarezza su due temi all’apparenza distanti, ma che hanno come denominatori comuni la libertà e la fiducia: libertà di scegliere cosa fare, in determinate circostanze e a determinate condizioni, del proprio corpo e libertà di scegliere come debbano essere utilizzati i propri beni nel rispetto delle proprie volontà e a favore delle generazioni future». «Per far sì che queste scelte siano condivise e accettate – aggiunge il direttore Ramaioli – c’è bisogno, appunto, di fiducia: fiducia verso lo Stato, verso i medici, fiducia nei propri cari e fiducia nei confronti degli enti del terzo settore impegnati ogni giorno a favore della collettività per il raggiungimento di obiettivi condivisi».

In occasione dell’iniziativa, anche alla luce della recente approvazione della legge sul testamento biologico e dell’interesse crescente degli italiani in relazione al testamento solidale, verranno offerte risposte chiare e dettagliate sull’importante e controverso tema dei diritti e delle scelte sul fine vita.

L’incontro pubblico, moderato dal giornalista della Fondazione Umberto Veronesi Fabio Di Todaro, sarà aperto dalla professoressa associata di Diritto costituzionale comparato presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Trento Cinzia Piciocchi, che parlerà delle novità e delle opportunità introdotte, sul fronte del testamento biologico, dalla legge “Norme in materia di consenso informato e di disposizioni anticipate di trattamento“.

Seguirà l’intervento del Consigliere Nazionale del Notariato con delega al Sociale e al Terzo Settore Gianluca Abbate, che metterà in luce la centralità della figura del notaio rispetto al tema della certezza delle volontà ed esplorerà i risvolti pratici della legge sul testamento biologico. Far comprendere ai cittadini il valore giuridico dei propri diritti è, infatti, il primo passo per garantire il rispetto delle volontà individuali in vita e oltre la vita.

«Bisogna annullare, attraverso una corretta e puntuale informazione, il rischio che lo strumento del testamento biologico si riduca a una firma frettolosamente apposta dal cittadino in calce a un modulo scaricato dal web», sottolinea Abbate, secondo cui «sarebbe paradossale che la stessa elevata attenzione da sempre riservata al testamento contenente disposizioni patrimoniali – e quindi anche al testamento solidale oggetto di questo convegno – non venga rivolta a un “testamento” che attiene al bene primario in assoluto: la vita». «Il Consiglio Nazionale del Notariato – aggiunge Abbate – crede molto in questo progetto di informazione e sensibilizzazione ed è pronto, conseguentemente, a mettere a disposizione del Ministero della Salute la propria esperienza e il proprio know-how tecnologico, nelle forme e nei modi che saranno ritenuti più opportuni, a supporto della creazione del registro nazionale delle DAT (Disposizioni Anticipate di Trattamento)».

Proprio al fine di diffondere informazioni chiare e dettagliate sul biotestamento, la Fondazione Umberto Veronesi ha recentemente messo a disposizione sul proprio sito internet un vademecum per rispondere alle domande più frequenti sul tema.

Tra i relatori dell’incontro pubblico “Libertà di sapere, libertà di scegliere” ci sarà anche il bioeticista e ricercatore Fondazione Umberto Veronesi e CNR Marco Annoni, che parlerà dell’importanza della fiducia per l’autonomia delle scelte individuali.

Ferdinando Ricci, responsabile Marketing e referente Lasciti della Fondazione Umberto Veronesi, evidenzierà, infine, l’importanza del dono, con particolare riferimento al testamento solidale. «Negli ultimi anni la Fondazione ha assistito ad una crescita costante delle donazioni ricevute attraverso lasciti solidali», spiega Ricci, sottolineando che «i contributi raccolti attraverso questa modalità vengono investiti dalla Fondazione Veronesi per iniziative concrete: principalmente borse di ricerca scientifica e progetti di ricerca in ambito oncologico, cardiologico e delle neuroscienze. Tutti settori in cui le donazioni sono fondamentali». «Disporre un lascito solidale a favore degli enti del terzo settore – aggiunge Ricci – è un’azione importante che permette di dare continuità alle proprie scelte e ai propri interessi in favore delle generazioni future. Per effettuare un dono nel testamento non è necessario avere a disposizione grandi cifre: non esiste un tetto minimo di donazione, piccoli contributi da tante persone possono permettere di raggiungere obiettivi importanti a beneficio della collettività».

A livello nazionale, lo studio dell’Osservatorio Fondazione Cariplo prospetta un sensibile aumento dei lasciti testamentari nel giro dei prossimi 15 anni, stimando che da qui al 2030 circa 420mila famiglie italiane utilizzeranno il testamento solidale per un valore economico che potrebbe potenzialmente sfiorare i 130 miliardi di euro.

Ingresso libero fino ad esaurimento posti.

Gradita conferma di partecipazione: 02.76018187; [email protected]

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