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Albo d’Oro Premio Strega, XXXVII edizione (1983), Mario Pomilio, Il Natale del 1883

📚Il Premio Strega compie ottant’anni📚

XXXVII EDIZIONE PREMIO STREGA (1983)

VINCITORE 🥇
Mario Pomilio
Natale del 1833

🎓La motivazione della Giuria
Il Natale del 1833 s’intitola l’ultima lirica di Manzoni, abbozzata di getto sull’onda del dolore causato dalla morte della prima moglie e rimasta incompiuta nonostante i ripetuti tentativi per ultimarla. A tale episodio s’ispira questo romanzo, in un libero gioco di verità e d’invenzione, di documenti reali e di fonti immaginarie. Il protagonista è proprio Manzoni, esplorato nel suo dramma d’uomo e in una “crisi di fede entro la fede” divenuta crisi creativa e preludio al suo silenzio di scrittore. Pomilio, mentre ne ricrea la vicenda con le libertà che sono proprie del romanzo, ne fa in realtà la metafora di una condizione, quella dell’artista diviso nell’intimo tra sfide poetiche e ritrosie morali fino a mancare un possibile capolavoro. Ma il tema profondo del libro risulta essere un altro ancora: la questione religiosa del rapporto tra l’esistenza di Dio e la presenza del dolore nel mondo. Pomilio se ne interroga all’interno della propria personale sensibilità religiosa, trasformando il discorso su Manzoni in una meditazione intorno al mistero della sofferenza e implicitamente intorno a Dio.

📌 Informazioni

✍️ Autore
Mario Pomilio
📔 Titolo
Natale del 1833
🏛️ Editore
Rusconi
🗓️ 1ª ed. originale
1983
🎭 Genere
Romanzo
🗣️ Lingua originale
Italiano
🌐 Ambientazione
Milano

Mario Pomilio
[Orsogna, 14 gennaio 1921 – Napoli, 3 aprile 1990]

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Rosy Merola

Definisco il mio percorso professionale come un “volo pindarico” dalla Laurea in Economia e Commercio al Giornalismo. Giornalista pubblicista, Addetta stampa, Marketing&Communication Manager, Founder di SinergicaMentis. Da diversi anni mi occupo della redazione di articoli, note e recensioni di diverso contenuto. Per il percorso di studi fatto, tendenzialmente, mi occupo di tematiche economiche. Nello specifico, quando è possibile, mi piace mettere in evidenza il lato positivo del nostro Made in Italy, scrivendo delle eccellenze, start-up, e delle storie di uomini e donne che lo rendono speciale. Tuttavia, una tantum, confesso di cadere nella tentazione di scrivere qualcosa che esula dalla sfera economico-finanziaria (Mea Culpa!). Spaziando dall'arte, alla musica, ai libri, alla cultura in generale. Con un occhio di riguardo nei confronti dei giovani esordienti e di quelle realtà che mi piace definire "startup culturali". Perché, se c'è una frase che proprio non riesco a digerire è che: "La cultura non dà da mangiare". Una affermazione che non è ammissibile. Soprattutto in Italia.

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