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I film su Wall Street anticipano le crisi finanziarie? Ai Nostradamus finanziari la sentenza

 

«Siete la generazione dei tre niente: “Niente lavoro, niente reddito, niente risorse: davvero un gran bel futuro!». Questa “battuta” estrapolata da un monologo tratto dal film “Wall Street: il denaro non dorme mai”, di Oliver Stone (2010) – in passato – mi ha offerto un prezioso assist al fine di ripercorrere le tappe salienti della crisi finanziaria esplosa globalmente nel 2008. Un binomio – quello tra Wall Street e la sua rappresentazione cinematografica – che, oltre a non lasciare indifferenti i vari registri che nel tempo si sono cimentati in merito, ha stuzzicato anche l’interesse di chi opera nell’alta finanza.

Infatti, con l’uscita nelle sale cinematografiche dell’ultimo film di Martin Scorsese, The Wolf of Wall Street, gli analisti di Bond Vigilantes – attraverso il supporto dell’analisi tecnica – sono arrivati a domandarsi: «I film su Wall Street sono i migliori segnali per iniziare a vendere i titoli?».

In particolare, stando al grafico che i suddetti hanno elaborato, in cui vengono associati l’andamento del mercato borsisitico Usa (ovverosia, sull’asse verticale sono stati riportati le quotazioni – da 0 a 2000 – dell’indice S&P 500 – nell’intervallo di tempo 1980-2013 – sull’asse orizzontale) con le uscite delle principali pellicole su Wall Street, sarebbe emerso che quest’ultime anticiperebbero l’inizio di una nuova crisi. Se ciò corrispondesse a verità – dopo l’arrivo dell’ultimo film di Martin Scorsese – dobbiamo prepararsi ad un nuovo periodo di contrazione, ovvero di ribassi?

Nell’attesa di verificare l’attendibilità o meno delle profezie dei Nostradamus finanziari, forse è meglio concentrarci sul film di Scorsese – poggiante sulla storia vera di Jordan Belfort (Leonardo Di Caprio), un broker di Long Island, e trarre le opportune conclusioni.

(Foto:bondvigilantes.com)

Rosy Merola

Definisco il mio percorso professionale come un “volo pindarico” dalla Laurea in Economia e Commercio al Giornalismo. Giornalista pubblicista, Addetta stampa, Marketing&Communication Manager, Founder di SinergicaMentis. Da diversi anni mi occupo della redazione di articoli, note e recensioni di diverso contenuto. Per il percorso di studi fatto, tendenzialmente, mi occupo di tematiche economiche. Nello specifico, quando è possibile, mi piace mettere in evidenza il lato positivo del nostro Made in Italy, scrivendo delle eccellenze, start-up, e delle storie di uomini e donne che lo rendono speciale. Tuttavia, una tantum, confesso di cadere nella tentazione di scrivere qualcosa che esula dalla sfera economico-finanziaria (Mea Culpa!). Spaziando dall'arte, alla musica, ai libri, alla cultura in generale. Con un occhio di riguardo nei confronti dei giovani esordienti e di quelle realtà che mi piace definire "startup culturali". Perché, se c'è una frase che proprio non riesco a digerire è che: "La cultura non dà da mangiare". Una affermazione che non è ammissibile. Soprattutto in Italia.

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