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Albo d’Oro Premio Strega, XXIX edizione (1975): Tommaso Landolfi, A caso

📚Il Premio Strega compie ottant’anni📚

XXIX EDIZIONE PREMIO STREGA (1975)

VINCITORE 🥇

Tommaso Landolfi
A caso

🎓La motivazione della Giuria

La narrazione di un sentimento si esprime nell’opera di Landolfi attraverso la colloquialità diretta, il dialogo ermetico, la figurazione istantanea delle parole, fuor di tempo, spazio e categoria.  Il fantastico si dispiega qui in tutte le sue manifestazioni, talora colorandosi di fantascienza. Ogni racconto è racconto di un esistere irrazionale, caotico. La realtà che viene presenta è trainata dal caso. Comprenderla sembra essere una scommessa perdIluta in partenza dall’uomo, beffato dal susseguirsi di situazioni assurde che ne mettono a nudo l’esistenza. L’unica certezza conosciuta è quella della morte, la sicurezza dell’inevitabile. La morte è una presenza costante che accompagna i passi, le intenzioni, gli incontri, i modi di essere e quelli di diventare. Il libro risulta così la testimonianza prima di tutto di un’interiorità che fa i conti con la fortuna e mette in mostra la propria complessità. Il libro si snoda con storie inusuali, situazioni talvolta farsesche in cui le voci si toccano e si articolano con paradossale verismo.

📌 Informazioni

✍️ Autore
Tommaso Landolfi
📔 Titolo
A caso
🏛️ Editore
Rizzoli
🗓️ 1ª ed. originale
1975
🎭 Genere
Raccolta di racconti
🗣️ Lingua originale
Italiano
🌐 Ambientazione
Dimensione mentale e metafisica

Tommaso Landolfi
[Pico, 9 agosto 1908 – Ronciglione, 8 luglio 1979]

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Rosy Merola

Definisco il mio percorso professionale come un “volo pindarico” dalla Laurea in Economia e Commercio al Giornalismo. Giornalista pubblicista, Addetta stampa, Marketing&Communication Manager, Founder di SinergicaMentis. Da diversi anni mi occupo della redazione di articoli, note e recensioni di diverso contenuto. Per il percorso di studi fatto, tendenzialmente, mi occupo di tematiche economiche. Nello specifico, quando è possibile, mi piace mettere in evidenza il lato positivo del nostro Made in Italy, scrivendo delle eccellenze, start-up, e delle storie di uomini e donne che lo rendono speciale. Tuttavia, una tantum, confesso di cadere nella tentazione di scrivere qualcosa che esula dalla sfera economico-finanziaria (Mea Culpa!). Spaziando dall'arte, alla musica, ai libri, alla cultura in generale. Con un occhio di riguardo nei confronti dei giovani esordienti e di quelle realtà che mi piace definire "startup culturali". Perché, se c'è una frase che proprio non riesco a digerire è che: "La cultura non dà da mangiare". Una affermazione che non è ammissibile. Soprattutto in Italia.

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