Il Calendario del Salotto Letterario, 15 agosto: omaggio a Grazia Deledda

“Ho avuto tutte le cose che una donna può chiedere al suo destino, ma grande sopra ogni fortuna la fede nella vita e in Dio. Ho vissuto coi venti, coi boschi, colle montagne. Ho guardato per giorni, mesi ed anni il lento svolgersi delle nuvole sul cielo sardo. Ho mille e mille volte poggiato la testa ai tronchi degli alberi, alle pietre, alle rocce per ascoltare la voce delle foglie, ciò che dicevano gli uccelli, ciò che raccontava l’acqua corrente. Ho visto l’alba e il tramonto, il sorgere della luna nell’immensa solitudine delle montagne, ho ascoltato i canti, le musiche tradizionali e le fiabe e i discorsi del popolo. E così si è formata la mia arte, come una canzone, o un motivo che sgorga spontaneo dalle labbra di un poeta primitivo.”
Grazia Deledda
[Stoccolma, 10 dicembre 1927, frase tratta dal discorso tenuto da Deledda quando ritirò il Premio Nobel per la Letteratura assegnatole per l’anno precedente, il 1926]
Scrittrice sarda.
[Nuoro, 27 settembre 1871 – Roma, 15 agosto 1936]