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L’Ascensione nel Cilento: il latte propiziatorio

 

(Pietro Perugino, l’Ascensione di Cristo, 1496 – 1498. Musée des Beaux-Arts di Lione)

In occasione dell’ascesa al cielo di Gesù, i contadini raccoglievano il latte del loro bestiame – in particolare di capre e mucche – e non lo destinavano né alla vendita né alla produzione dei formaggi. In segno di buon auspicio era distribuito ai passanti. Pur varcando le soglie di tempi lontani, è ben vivo il ricordo di questa tradizione, talvolta ancora rispettata. Il latte così donato assume un significato profondo.

L’Ascensione, secondo i canoni cristiani, ricorda la salita al cielo di Gesù dopo la risurrezione. È dunque il momento del ‘distacco’ o ancora ‘dello svezzamento’ dalla terra e il conseguente passaggio al regno dei cieli. Risiede forse su questi principi l’usanza di donare il latte. Tuttavia, non è solamente da considerare l’aspetto puramente religioso. In questo caso, infatti, ci troviamo difronte ad una pratica ereditata da una cultura agro-pastorale su cui il Cilento ha costruito parte della sua secolare storia. Un rito ben augurale che, per l’occasione, mi piace definire del ‘latte propiziatorio’, rimarcando un’eredità che appartiene alla cultura millenaria di questa terra.

È quello che rimane di un indissolubile legame tra fede e tradizione? Mi piace pensare che una ricorrenza del genere possa un giorno riappropriarsi delle sue radici.

Giuseppe Conte

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