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Albo d’Oro Premio Strega, XXXIX edizione (1985): Carlo Sgorlon, L’armata dei fiumi perduti

📚Il Premio Strega compie ottant’anni📚

XXXIX EDIZIONE PREMIO STREGA (1985)

VINCITORE 🥇
Carlo Sgorlon
L’armata dei fiumi perduti

🎓La motivazione della Giuria
La casualità della storia o il misterioso progetto che lo governa fecero affluire in Friuli, nell’estate del 1944, un’armata di cosacchi. A questo pittoresco esercito di uomini, donne, bambini, cammelli, cavalli, scimitarre, tende e icone, a questa fiera e primitiva popolazione di antistalinisti, raccolta nella Bielorussia, i tedeschi avevano promesso una patria provvisoria nella Kosakenland friulana. L’incredibile odissea cosacca sostò per circa un anno in quelle aspre valli guerreggiate da impazienti partigiani e insanguinate dalla tracotanza dei tedeschi ormai prossimi alla resa. L’illusione della patria ritrovata finì tragicamente: gli alleati, impegnati a restituire ai russi il popolo disertore, lo avviarono verso i campi di prigionia austriaci; ma gli orgogliosi cosacchi preferirono in gran parte il suicidio, gettandosi col le loro donne e i figli nelle acque della Drava. Sgorlon ha trasfigurato quell’ennesima invasione del suo Friuli in una “epopea delle vittime”, ricomponendola in un vasto arazzo gremito di figure che, su un fondale di disperazione, recitano un’eroica favola di amore e di morte. La pietas e la commozione fantastica con cui il narratore riascolta le cronache della sua terra, sollevando le pagine a una fervida meditazione sulla sorda precarietà del destino singolo e collettivo. La coralità delle voci epicamente coniugate a un contrappunto di soprusi, di tenerezze, di viltà, di eroismi, e all’alterno impassibile sguardo delle stagioni, interroga il duplice mistero del dolore che accompagna ogni umana vicenda e dell’amore che germoglia da ogni strazio. L’officiante, lo specchio dell’incalzante rapsodia, è Marta con la quale Sgorlon consegna alla nostra narrativa un eloquente e memorabile figura femminile. Marta che non riesce a vedere nemici da nessuna parte, pronta a donare affetto e pietà ai più maltrattati dalla sorte; Marta che, come la natura, ha in sé “un nucleo intatto e fresco che la guerra non può scalfire”; Marta che sa “tener duro” perché intuisce che “nel mondo c’è un’armonia segreta per cui la vita è eterna”; questa donna dalla bellezza quieta e dal corpo attraente, compie con la sua sacrale e indomita femminilità, il miracolo di trasferire fuori dal tempo e da una limitata geografia la tragica odissea cosacca e il martirio dei friulani.

📌 Informazioni

✍️ Autore
Carlo Sgorlon
📔 Titolo
L’armata dei fiumi perduti
🏛️ Editore
Mondadori
🗓️ 1ª ed. originale
1985
🎭 Genere
Romanzo storico
🗣️ Lingua originale
Italiano
🌐 Ambientazione
Carnia, seconda guerra mondiale

Carlo Sgorlon
[Cassacco, 26 luglio 1930 – Udine, 25 dicembre 2009]

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Rosy Merola

Definisco il mio percorso professionale come un “volo pindarico” dalla Laurea in Economia e Commercio al Giornalismo. Giornalista pubblicista, Addetta stampa, Marketing&Communication Manager, Founder di SinergicaMentis. Da diversi anni mi occupo della redazione di articoli, note e recensioni di diverso contenuto. Per il percorso di studi fatto, tendenzialmente, mi occupo di tematiche economiche. Nello specifico, quando è possibile, mi piace mettere in evidenza il lato positivo del nostro Made in Italy, scrivendo delle eccellenze, start-up, e delle storie di uomini e donne che lo rendono speciale. Tuttavia, una tantum, confesso di cadere nella tentazione di scrivere qualcosa che esula dalla sfera economico-finanziaria (Mea Culpa!). Spaziando dall'arte, alla musica, ai libri, alla cultura in generale. Con un occhio di riguardo nei confronti dei giovani esordienti e di quelle realtà che mi piace definire "startup culturali". Perché, se c'è una frase che proprio non riesco a digerire è che: "La cultura non dà da mangiare". Una affermazione che non è ammissibile. Soprattutto in Italia.

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